La pianificazione finanziaria – famigliare (seconda parte)

Quanto pianificato deve essere verificato periodicamente per comprendere se ci si è allontanati da quanto desiderato. Può essere molto utile farsi affiancare da un esperto di pianificazione finanziaria fee only. Ma quanti sono gli esperti del settore finanziario che, assistendo ed affiancando le famiglie italiane nelle loro scelte d’investimento, adottano questa tipologia di consulenza?

Quasi sempre nella realtà operativa la pianificazione finanziaria è semplicemente sinonimo di Asset Allocation. Dato un “profilo di rischio” ed un “orizzonte temporale” d’investimento, l’arduo compito del pianificatore si concretizza in una mera individuazione della c.d. “torta ottimale” secondo la quale bisogna ripartire il “portafoglio finanziario” assegnando un certo peso a ciascuna macro classe (azioni, obbligazioni, liquidità, polizze assicurative), minimizzando i rischi a parità di rendimento e viceversa. Ne fanno poi cornice, a seconda delle circostanze, le varie modalità tecniche di allocazioni come il buy & hold (compra e tieni), il ribilanciamento (constant mix), la logica dei piani di accumulo (Pac), senza dimenticare la prassi diffusa della delega in bianco alle banche costituita dalle gestioni patrimoniali.

Ad ogni modo se un processo di pianificazione si concretizza nell’individuazione degli obiettivi/bisogni e nella relativa capacità di realizzarli nella maniera più efficiente possibile, date le risorse disponibili, non potrà esistere un unico profilo di rischio ed un unico orizzonte temporale d’investimento.

Il profilo di rischio cambia nel tempo ed è quindi variabile, mentre di orizzonte temporale non ne esiste uno solo ma tanti quanti sono gli obiettivi da realizzare. Nel 2000 lo stesso investitore, rispetto ad oggi, poteva non solo essere più propenso a rischiare ma avere al contempo diverse strutture di rischio: ad esempio non perdere assolutamente niente sui risparmi dedicati alla previdenza, essere molto moderato su buona parte del suo patrimonio ed essere disposto a perdere fino al 100% di una piccola somma di denaro al fine di ottenere dei lauti guadagni.

Individuare il profilo di rischio mediante l’utilizzo di questionari in cui si rilevano le scelte di investimento effettuate in passato può essere non sufficiente e non adeguato alla completa rilevazione della capacità di sostenere rischi di carattere finanziario, proiettati su orizzonti temporali diversi.

Obiettivi a 5,10,20,30 e 40 anni potranno dunque essere trattati allo stesso modo perché tutti concettualmente riconducibili al lungo periodo? E bisognerà quindi usare la stessa struttura di asset allocation sia per la propria pensione sia per acquistare casa o per gli studi universitari futuri dei propri figli? Gli stessi risparmiatori italiani possono constatare quanto, anche a distanza di tanti anni, la realtà dei propri investimenti azionari sia lontana dal “sogno” americano. Bisogna passare da una logica di tipo uniperiodale ad una multiperiodale dove i singoli obiettivi vengono trattati con la dignità che meritano ed integrati con l’impatto che possono assumere le variabili patrimoniali, fiscali, previdenziali ed assicurative.

Le dieci aree di analisi/intervento per una corretta pianificazione, da fruire anche una per volta (processo step by step) oppure in unica soluzione integrata:

1° analisi della situazione attuale

La prima fase consiste nell’analisi accurata del quadro patrimoniale e del conto economico della famiglia che permette la quantificazione del risparmio generabile nel tempo in funzione non solo dei consumi primari (affitti, telefono, supermercato, spese per la scuola, tempo libero, ecc.) e redditi di lavoro (dipendente, pensione, autonomo, ecc.), ma dei flussi positivi e negativi generati dalla allocazione attuale del patrimonio (immobili, imprese, fondi di investimento, azioni, obbligazioni, mutui, finanziamenti, ecc.). Questa analisi rende visibile al risparmiatore come si muoveranno i suoi flussi finanziari e patrimoniali nel tempo.

2° l’analisi degli strumenti finanziari posseduti dalla famiglia

Dopo la raccolta dei dati sulla situazione del cliente il consulente fee-only si focalizza sugli investimenti o finanziamenti attualmente in essere per valutarne la loro validità intrinseca, cioè se esistono sul mercato strumenti finanziari più efficienti (costi/benefici) della stessa tipologia degli attuali in possesso del risparmiatore.

Da questa analisi il consulente può evidenziare da subito al cliente come l’andamento dei flussi generati dalla sua famiglia si possono discostare da quelli che potrebbe ottenere da strumenti finanziari efficienti.

3° individuazione e quantificazione degli obiettivi

il consulente interagisce con il risparmiatore al fine di individuare i suoi reali bisogni per il futuro che si concretizzano in obiettivi (e quantificazione monetaria degli stessi) che egli desidererebbe raggiungere ponendo a questi delle priorità in funzione della loro vitale importanza e degli eventuali vincoli imposti dal cliente

Per esempio:

  • Acquistare beni rilevanti (case,auto, barche)
  • Fare un viaggio
  • Garantire il tenore di vita attuale anche durante la pensione
  • Finanziare l’istruzione dei figli
  • Creare una riserva sufficiente per imprevisti
  • Aumentare il proprio patrimonio

il testo completo (prima, seconda parte e ultima parte) è disponibile su:

Pianificazione finanziaria