Glossario

Valuta la performance di un portafoglio e/o di FCI tramite la stock selection.

Misura la possibilità di fallimento di una società, sintetizzando il tutto in un parametro quantitativo. Le variabili scelte per il calcolo sono numerose, sia di tipo economico, sia patrimoniali.

E’ la prima criptovaluta creata, il cui inventore è tutt’ora anonimo. Il suo prezzo di negoziazione sui mercati varia notevolmente di momento in momento; è una forma di investimento altamente speculativa.

Sistema di algoritmi in grado di creare codici alfanumerici che identificano con assoluta certezza altri documenti informatici. Viene utilizzata per creare le “criptovalute” e per creare archivi on-line a prova di falsificazione.

Obbligazione il cui capitale viene rimborsato interamente a scadenza.

Strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano, con o senza effetto leva, l’andamento di un’attività sottostante.

Valute virtuali create tramite blockchain. Non hanno relazione con i fondamentali economici che sono alla base del valore di scambio delle valute reali (PIL, inflazione, etc.). Il loro valore è determinato esclusivamente dai prezzi di acquisto e vendita sui mercati. Sono altamente volativili. La prima e più nota criptovaluta è il Bitcoin. 

Obbligazioni che possono essere richiamate, cioè pagare in anticipo il capitale.

Incorpora, nella forma di un titolo liberamente trasferibile, il diritto di acquistare (Covered Warrant Call) o di vendere (Covered Warrant Put) un determinato sottostante (Underlying) ad un determinato prezzo (strike price) entro un periodo prefissato (stile “americano”), oppure alla data di scadenza prefissata (stile “europeo”).

Semplici opzioni cartolarizzate call o put.

Covered Warrant la cui componente principale è rappresentata da combinazioni di opzioni call e/o put, /o da una o più opzioni esotiche. Per opzioni esotiche si intendono quegli strumenti finanziari derivati molto eterogenei tra loro, aventi payoff più complessi rispetto alle opzioni Plain Vanilla.

Opzioni call e put che pagano un importo fisso e predeterminato (chiamato rebate) quando scadono in-the-money.

Covered Warrant il cui sottostante è costituito da due o più asset.

Strumenti costituiti da combinazioni di opzioni call o put che permettono all’investitore di neutralizzare la propria esposizione rispetto all’andamento dei tassi di interesse sia a breve che a lungo termine.

Risultato positivo del rolling.

Margine Operativo Netto, è il risultato che si ottiene sottraendo dall’EBITDA ammortamenti e accantonamenti. È anche detto Risultato Operativo.

Rapporto tra EBIT e Ricavi.

Margine Operativo Lordo, rappresenta la differenza tra i ricavi e le spese tipiche dell’attività gestionale, al netto degli effetti degli ammortamenti/accontamenti, della gestione finanziaria, di quella straordinaria e di quella fiscale.

Rapporto tra EBITDA e Ricavi.

Possibilità di effettuare un investimento che riguarda un elevato ammontare di risorse finanziarie, con un basso tasso di capitale effettivamente impiegato.

Media aritmetica degli scarti fra il rendimento del Fondo e quello dell’indice dichiarato, valutati settimanalmente su di un orizzonte temporale di 1 anno.

Titoli senza scadenza emessi da una società veicolo a fronte dell’investimento diretto dell’emittente o in materie prime o in contratti derivati su materie prime.

Fondo d’investimento o SICAV.

Obbligazioni indicizzate direttamente al sottostante (ad es. EURIBOR).

Istituti di intermediazione finanziaria che hanno lo scopo di investire i capitali raccolti dai risparmiatori.

È una particolare categoria di fondi long/short. Il gestore assume posizioni corte fino al 30% del portafoglio, con la liquidità che ne deriva assume posizioni lunghe fino al 130% del portafoglio.

Hanno come obiettivo un rendimento positivo (indipendentemente da qualsiasi benchmark  e dagli andamenti di mercato).

Non hanno alcun obiettivo di rendimento dichiarato.

Sono fondi che assumono sia posizioni lunghe che corte (con l’uso di derivati).

Hanno come obiettivo un rendimento dato da un indice (in genere un indice monetario) più uno spread.

Caratterizzati da politiche di investimento tendenti a “battere” un benchmark (gestione attiva) o a replicare un indice (gestione passiva).

Indica lo scostamento fra lo stile di gestione del Fondo e quello del benchmark dichiarato; opera sul β del Fondo. Se statisticamente significativo è stato fatto Market Timing

Utile per analisi complessiva di portafoglio (e non di un solo strumento!). Valuta la volatilità rapportata alla performance (frontiera efficiente). Se negativo non è significativo.

Polizze assicurative di Ramo III, ad elevato contenuto finanziario, collegano il rendimento e la conservazione del capitale all’andamento di “fondi interni” gestiti dall’Assicurazione contraente. Ad alto rischio.

Utilizza la deviazione standard del beta per la valutazione dei portafogli (e non dei singoli strumenti!).

Classe A: certificates che replicano l’andamento dell’attività sottostante non incorporando alcun effetto leva.

Classe B: certificates che incorporano una o più opzioni plain vanilla o esotiche.

Garantiscono un rendimento minimo a scadenza rispetto al livello iniziale del sottostante.

Consentono di proteggere parzialmente o totalmente il capitale investito dal rischio di ribasso e permettono di partecipare in misura variabile ad eventuali rialzi del sottostante.

Seguono linearmente l’andamento del sottostante come un benchmark, ma, rispetto a quest’ultimo, consentono di acquistare il sottostante “a sconto”, ovvero a un prezzo inferiore a quello di quotazione al momento dell’acquisto.

Accrescono il proprio valore in maniera più che proporzionale rispetto ai rialzi del sottostante.

È il rapporto fra ER e TE.

Certificates che replicano l’andamento dell’attività sottostante permettendo di partecipare, con effetto leva, alla performance della stessa. In caso di andamento sfavorevole del sottostante, è prevista l’estinzione anticipata dello strumento al raggiungimento della barriera di stop-loss.

Il miniFIB è un contratto future sull’indice azionario S&P/MIB ovvero un contratto standardizzato che permette di comprare o vendere l’indice di Borsa, ad una data futura, per un prezzo prefissato.

Segmento di negoziazione che permette di negoziare sull’MTA alcuni dei titoli più liquidi dell’area Euro utilizzando modalità e costi del mercato italiano.

Organismi di Investimento Collettivo: comprende sia i fondi comuni che le SICAV.

Dà al possessore il diritto di ricevere il sottostante (o la somma di denaro).

Garantisce al possessore il diritto di vendere a scadenza il sottostante ad un prezzo prefissato.

(Over the Country) mercati non regolamentati, ove operano banche d’affari con piattaforme varie.

Rapporto tra prezzo e utile per azioni (in modalità adjusted). 

Prezzo da corrispondere per acquistare un determinato strumento finanziario.

Rapporto tra la quotazione (prezzo di mercato) dell’azione di una società e gli utili per azione. Si esprime anche come rapporto tra la capitalizzazione di borsa dell’emittente e gli utili conseguiti. È noto sia come Price/Earnings (P/E) sia come Prezzo/Utile per Azione (P/U).

Rapporto tra disponibilità di cassa o equivalenti e le passività a breve termine.

Obbligazione con tasso cedolare che sale se il tasso di mercato scende (e viceversa).

Risultato negativo del rolling.

Rapporto tra utile adjusted e totale degli assets.

Rapporto tra Utile Adjusted e Patrimonio netto.

Rapporto tra utile adjuted e capitale investito. Quest’ultimo è dato da Immobilizzazioni + Posizione Finanziaria Netta.

Attività di sostituzione di contratti.

Relative Strenght Index: misura la forza relativa di un titolo, sintetizzando in un valore tra 0 e 100 il rapporto tra la forza dei compratori e quella dei venditori.

Mercato dei Securitised Derivatives Exchange.

Società di investimento a capitale variabile.

Obbligazione il cui capitale viene rimborsato con piano di ammortamento.

Sono contratti a termine in cui la controparte assume l’obbligo di comprare (posizione lunga) o vendere (posizione corta) un dato quantitativo di una specifica attività sottostante (underlying) ad una certa data futura e ad un prezzo prestabilito (prezzo a termine o prezzo future).

È la deviazione standard dell’Excess Return calcolata sui dati settimanali sull’arco temporale di un anno (valuta la volatilità/dispersione dei valori di ER).

Total Expenses Ratio: rapporto percentuale fra il totale degli oneri posti a carico del fondo ed il patrimonio medio.

Gruppo di fondi fra loro complementari solitamente gestiti dalla medesima società. La particolarità principale sta nel fatto che l’investitore può più facilmente passare da un fondo all’altro.

Polizze assicurative di Ramo III, ad elevato contenuto finanziario, collegano il rendimento e la conservazione del capitale all’andamento di “fondi interni” gestiti dall’Assicurazione contraente o esterni. Ad alto rischio.

Indicatore che misura l’incertezza o la variabilità del rendimento di un’attività finanziaria.

Ovviamente sono BOT, CTZ e similari, ma ci sono anche obbligazioni che iniziano con la cedola e poi diventano zero coupon, eventualmente a seguito del verificarsi delle condizioni.