Gli schemi di bilancio degli Enti del Terzo Settore

Con il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 5 marzo 2020 è stata adottata la modulistica per i bilanci degli Enti del Terzo Settore. Tre modelli, che vanno a comporre quindi il bilancio degli ETS con ricavi superiori a 220.000 euro (stato patrimoniale, rendiconto gestionale, e relazione di missione), mentre per gli ETS con volume di affari inferiore è stato previsto il solo rendiconto per cassa.

Fonte normativa:

è l’art. 13 del D.Lgs n. 117/2017, cioè il Codice del Terzo Settore. Tutti gli ETS sono obbligati ad utilizzare questi schemi? No, sono esclusi gli enti che svolgono prevalentemente o esclusivamente la propria attività in forma di impresa commerciale, i quali dovranno invece utilizzare gli schemi classici di bilancio previsti dal codice Civile (art. 2423 e seg.): di fatto le cooperative sociali e le imprese sociali non applicheranno questi schemi.

I principi da applicare:

li deriviamo da quelli base che regolano il bilancio degli enti commerciali:

  • chiarezza del bilancio;
  • rappresentazione in modo veritiero e corretto
  • competenza economica (per gli ETS maggiori)
  • competenza per cassa (per gli altri)

Caratteristiche degli schemi previsti:

la loro struttura è obbligatoria e può essere modificata solo nei seguenti casi:

per favorire la chiarezza del bilancio:

a) si possono ulteriormente suddividere le voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l’importo corrispondente;

b) si possono raggruppare le citate voci quando il raggruppamento è irrilevante o quando esso favorisce la chiarezza del bilancio.

c) aggiungere voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto

Voci con importi nulli per due esercizi consecutivi: possono eliminare levoci precedute da numeri arabi o voci precedute da lettere minuscole.

Eventuali raggruppamenti o eliminazioni delle voci di bilancio devono risultare esplicitati nella relazione di missione, al punto 3

La relazione di missione

Analogamente a quanto previsto per le società di capitali (che devono fornire informazioni di dettaglio nella nota integrativa e nella relazione sulla gestione), gli ETS provvedono tramite la relazione di missione a spiegare l’andamento economico e finanziario e ad illustrare le poste di bilancio, oltre ad indicare elementi attinenti alla specifica natura dell’Ente.

E’ stato predisposto un foglio Excel, in cui sono contenuti:

gli schemi di stato patrimoniale, del rendiconto gestionale e del rendiconto di cassa, con ulteriori fogli che riepilogano i dati aggregati degli stessi; un foglio che propone alcuni indicatori di bilancio specifici e innovativi per gli ETS (che potranno essere utilizzati anche per il bilancio sociale) anche con lo scopo di stimolare modalità nuove di analisi dei risultati economici e finanziari di un ETS e di migliorare la “leggibilità” dei risultati di bilancio per i non addetti ai lavori; un foglio con l’elenco dei punti che devono essere trattati nella relazione di missione.

Detto foglio excel sarà fornito gratuitamente facendone richiesta a:

info@guidogiovannardi.it

Al medesimo indirizzo si prega di voler comunicare suggerimenti e/o richieste di modifiche e migliorie ai suddetti fogli.

Si resta a disposizione per fornire eventuale consulenza nella predisposizione degli schemi definitivi, nella modifica degli assetti contabili per renderli adeguati a fornire le informazioni che saranno richieste e per l’elaborazione di ulteriori eventuali analisi di bilancio, anche ad uso delle banche finanziatrici.

N.B.: è richiesta la esposizione dei dati relativi all’anno di prima applicazione (che sarà per quasi tutti gli ETS il 2021), ma anche quelli relativi all’anno precedente, cioè il 2020: sarà quindi opportuno provvedere per tempo agli adattamenti contabili necessari per ottenere dati di bilancio accorpati e disaggregati secondo gli schemi in questione anche per l’anno in corso.